«A VOLTE, QUANDO SI SPARA CONTRO LA STANZA DEI BAMBINI, MUOIONO »

La Criminalità organizzata ha fatto una nuova vittima innocente su “l’île de Beauté”: Pierre Alessandri, sindacalista agricolo, è stato assassinato il 17 marzo. Il politologo Fabrice Rizzoli, presidente dell’associazione Crim’Halt, lancia un grido d’allarme.

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Pietro Alessandri, segretario generale del sindacato agricolo «Via Campagnola»,assassinato il 17 marzo 2025. La foto lo ritrae nel maggio 2019. La sua fabbrica di oli essenziali e la sua distilleria erano state distrutte da un incendio doloso nella notte del 26 a il 27 aprile 2019 a Sarrola-Carcopino.

© PASCAL POCHARD-CASABIANCA / AFP

Appena un mese dopo l’omicidio di una studentessa corsa di 18 anni, Chloé Aldrovandi, il crimine organizzato ha fatto una nuova vittima innocente su “l’île de Beauté”: Pierre Alessandri, sindacalista agricolo, assassinato il 17 marzo. Il politologo Fabrice Rizzoli, presidente dell’associazione Crim’HALT, riferimento in Francia nella lotta contro la criminalità organizzata, lancia un grido d’allarme alle nostre autorità affinché questo massacro abbia fine. 

Ho 54 anni. Insegno la geopolitica delle criminalità e ho cofondato l’associazione Crim’HALT. Sono cresciuto, a tratti, in un ambiente losco e, quando accompagno i genitori delle vittime della criminalità organizzata, ho la sensazione di contribuire alla riparazione dei cuori e delle menti.  

La sera di lunedì 17 marzo, dopo la mia lezione a Sciences Po, mi precipito a leggere le notizie del nostro giurista che ha assistito alla sessione parlamentare sulla proposta di legge contro il narcotraffico, per sapere se i nostri emendamenti e quelli del collettivo antimafia Maxime Susini sono stati approvati. Lo Stato potrà finalmente proteggere gli ex gangster disposti a testimoniare? Si confischeranno finalmente tutti i patrimoni non giustificati? Poi arriva lo shock.  

La nostra decana, Josette, 82 anni, invia un messaggio con il link a un articolo di Corse-Matin che parla di una persona assassinata senza menzionarne il nome. Josette scrive poi: «È Pierre, è morto.» Mi ci vuole qualche secondo per capire che si tratta di Pierre Alessandri. Sindacalista. Onesto. Già nel 2019 era stato vittima di un incendio doloso e avevamo pubblicato un comunicato di sostegno. Quanti segnali d’allarme avevamo già ricevuto?  

Nel 2016, mentre ero dipendente dell’associazione Anticor, ricordo una e-mail inviata da una coppia di agricoltori in Corsica con una foto del loro furgone bruciato. Un incendio notturno ha quasi dato fuoco alla stanza dei bambini. La loro colpa: aver denunciato massicce sui finanziamenti agricoli dell’UE. L’anno successivo, «qualcuno» spara contro la casa di David Brugioni, sindaco di Centuri, nella Corsica del nord; la stanza dei bambini viene colpita. Quest’ultimo denunciava dal 2014 atti di corruzione da parte dell’ex municipio. Da questi due eventi nasce la mia ossessione a rispondere collettivamente a questa criminalità mafiosa.  

Dal 2002, Anticor ha reso possibile l’apertura di centinaie d’indagini sulla corruzione. Infatti, la giustizia francese non riconosce i cittadini che denunciano e non è molto severa con i corrotti. Nel 2015, sentiamo il bisogno di creare Crim’HALT per fornire strumenti contro la criminalità organizzata ; delle buone pratiche venute d’Italia dove hanno ridotto il numero vittime innocenti. Nel 2019, Crim’HALT ha sostenuto Claude Chossat, un ex bandito corso che ha deciso di collaborare con la giustizia. Lo Stato gli ha negato la protezione, nonostante egli avesse denunciato pubblicamente i suoi complici. Quando si vuole giudicare il crimine organizzato, è necessario che l’imputato arrivi vivo in tribunale. Claude Chossat è stato protetto e condannato. È vivo.

Difendere i cittadini di fronte alla criminalità organizzata significa innanzitutto affidare loro la gestione dei beni confiscati ai criminali. Dopo dieci anni di battaglie, Crim’HALT ha ottenuto nel 2021 una legge sull’uso sociale dei beni confiscati in Francia. Dal 2019, nell’ambito del progetto Erasmus+, portiamo cittadini francesi a formarsi sull’antimafia sociale italiana. Studenti, attivisti, giornalisti e vittime imparano la storia di questo paese, flagellato per cinquant’anni dal crimine organizzato, ma dove, oggi, la mafia non uccide più. 

Ripenso a Carla Serena. Aveva 10 anni quando, in Corsica, dei sicari hanno scaricato una pioggia di proiettili sulla macchina dei suoi genitori. È miracolosamente sopravvissuta. Dieci anni dopo, l’abbiamo portata a un soggiorno di formazione con Crim’HALT e ha potuto raccontare la sua storia a una classe di liceali italiani che non immaginavano che qualcosa del genere potesse accadere anche in Francia. Eppure. Nel 2021, Sarah, Rayanne e Kawtar sono stati assassinati a Marsiglia. Avevano rispettivamente 19, 14 e 17 anni. Nel 2024, i loro cari ci hanno accompagnato in un nuovo soggiorno di formazione in Italia. Hanno raccontato il loro dolore a famiglie di vittime italiane. La stessa ricerca di giustizia li anima.  

Vorrei parlarvi infine di Layla e Sabrina. Vivono a Marsiglia e le abbiamo portate questo fine settimana a Trapani per partecipare alla giornata della memoria e dell’impegno in memoria delle vittime innocenti del crimine organizzato da l’ONG LIBERA. Una giornata nazionale in Italia dal 1996, che dà luogo a raduni in una grande città del paese.

Quest’anno, in Sicilia, 50.000 persone hanno gridato: «La mafia uccide, il silenzio pure.» Dopo la manifestazione, Sabrina, 15 anni, ha potuto raccontare ai giovani italiani come aveva trovato sua sorella maggiore, Socayna, uccisa nella sua camera, il 12 settembre 2023. Quante altre Socayna ci vorranno ancora per reagire? A Crim’HALT, pensiamo che sia ora che lo Stato istituisca uno status di vittima innocente del crimine organizzato in Francia, perché, «a volte, quando si spara contro la stanza dei bambini, muoiono».  

Traduction en italien de la tribune de Fabrice Rizzoli dans Politis

Article du 26 mars 2025 paru dans l’hebdo N° 1855

« PARFOIS, QUAND ON TIRE SUR LA CHAMBRE DES ENFANTS, ILS MEURENT »

https://www.politis.fr/articles/2025/03/carte-blanche-parfois-quand-on-tire-sur-la-chambre-des-enfants-ils-meurent/

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